19/09/2007

Paranoid

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Sono paranoico, una condizione come un’altra, solo un po’ più brutta. Clarisse ha imparato a cucinare le minestre di legumi e io non scordo mai di complimentarmi per quanto è diventata brava. Ogni tanto mi accarezza la faccia e mi dice di tagliarmi la barba, dice che non le piace vedermi così trascurato. Clarisse sopporta tutte le mie stranezze e i miei sbalzi di umore, si prende cura di me, mi aspetta quando faccio tardi la sera e finge di non accorgersi che fumo in bagno di nascosto. Ma non durerà ancora a lungo, lei ha un nome francese. Non ho fame, capita sempre più sovente, eppure mangio come se non fossi capace di fare altro. Ingrasso a vista d’occhio e ho serie difficoltà a respirare. Credo di avere qualcosa di grave, me ne accorgo da un fischio che parte dal petto e che mi fa assomigliare a una pentola a pressione. Ma non ne sono sicuro. L’altra sera ho creduto di aver ingoiato un pezzo di vetro e per qualche ora l’ho sentito muoversi nello stomaco. Non ho più mangiato niente per più di ventiquattrore. Avevo paura che mi squarciasse gli intestini e non sono riuscito a prendere sonno, ma non ho avuto il coraggio di dirlo a Clarisse, mi avrebbe preso per matto.