Un momento speciale

  La giovinezza vien voglia di lasciarsela alle spalle il prima possibile e ci si acquatta silenziosi nell’idiozia che forse dopo le cose prenderanno una piega migliore, perché semplicemente saremo migliori noi. E la vita intanto se la ride. Scorre sotto le suole e s’ammazza tra lacrime e singhiozzi mentre noi ci affanniamo ad aspettare. Tutti col cappello in mano, … Continua a leggere

Paranoid

Sono paranoico, una condizione come un’altra, solo un po’ più brutta. Clarisse ha imparato a cucinare le minestre di legumi e io non scordo mai di complimentarmi per quanto è diventata brava. Ogni tanto mi accarezza la faccia e mi dice di tagliarmi la barba, dice che non le piace vedermi così trascurato. Clarisse sopporta tutte le mie stranezze e … Continua a leggere

Tantovale

Un mio amico-fratello (tra l’altro magnifico illustratore) ha aperto di recente un blog. Su quel blog c’è un mio racconto, a chi andasse di farci un giro… Mi sono trovato allora a pensare a tutte le cose che dovrebbe fare un blogger per avere visibilità ed essere commentato. Le più importanti sono essere disponibile, presente e soprattutto rispondere ai commenti. … Continua a leggere

Siccome sanno, quello che fanno…

Le tentazioni diventano pericolose quando diamo loro un colore pulito, quando smettiamo di averne paura e cominciamo a trovare una qualche giustificazione. Fino a che ci spaventa, una tentazione è neutra, innocua, inerte.  Poi subentra l’idea (umanissima) di concederci un assaggio, di averne bisogno, peggio, di meritarcelo. E allora ce le andiamo a prendere, le giustificazioni, e il veleno delle scelte … Continua a leggere

Reale

E adesso dove li appoggeremo, gli occhi? Ché ci affanniamo a raccontarci la fine cantilenando le nostre convinzioni perché lo sappiamo… è attraverso i suoni che il dubbio si smussa. E se una cosa la dici a voce alta diventa più vera. Ma allora perché la voce non sembra la mia? E sono fiaccato dal respiro che si spezza in … Continua a leggere

Lo mangio ma…

Nella mia città non passano i tram e io ho bisogno di un pezzetto di Lisbona questa mattina. Una piazza con un lato che dà direttamente sul mare, come a Trieste, dove le luci dei lampioni si moltiplicano e galleggiano in un buio metallo.     Vorrei un libro di poesie questa mattina e una panchina di ferro battuto. E … Continua a leggere

Accettare, accettarsi…

Ed eccoci ancora esistere, scalciare, correre con gli occhi bassi e le mani in tasca. L’antiaderenza di mille corpi che s’intravedono e non si sfiorano, che cozzano e rimbalzano via, che si vestono e si svestono ogni sera, ogni mattina e non si comprendono, non s’inglobano, si toccano appena. Non si uniscono, si guardano e non si vedono, scrivono e … Continua a leggere